Il sogno di NEOM: un progetto che rischia di frantumarsi
Un sogno futuristico che sfida i limiti dell’innovazione o un’utopia destinata a sgretolarsi? Il progetto NEOM, con la sua città avveniristica The Line, prometteva di rivoluzionare l’urbanistica e l’economia saudita. Ma dietro la grandiosità della visione si nascondono ostacoli economici e logistici sempre più insormontabili. Cosa sta davvero accadendo?
Un progetto ambizioso
Nel 2021, il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha lanciato un progetto ambizioso: The Line. Questa città futuristica, lunga 170 chilometri e alta oltre 500 metri, doveva sorgere tra il deserto e la costa: un simbolo di modernità e di sostenibilità, parte di un piano più ampio chiamato NEOM. L’obiettivo era quello di trasformare radicalmente l’economia saudita, riducendo la dipendenza dal petrolio e costruendo un luogo dove l’innovazione tecnologica e la vita quotidiana fossero perfettamente integrate.
Le prime difficoltà
A distanza di quattro anni, il progetto sta affrontando numerosi ostacoli. La costruzione è in ritardo e ha subito un consistente ridimensionamento rispetto agli iniziali piani visionari. Sebbene il progetto fosse già stato definito “difficile da realizzare”, nel corso degli anni è emerso un quadro preoccupante di costi e tempi di costruzione ben più elevati di quanto previsto. Le stime dei ricavi si sono rivelate sovrastimate, e il sogno di una città autosufficiente sta perdendo il suo slancio iniziale. Il Wall Street Journal ha recentemente riportato alcune difficoltà interne, rivelando che molti membri del team NEOM avevano fin dall’inizio considerato i piani come “irrealistici”, ma che, sotto la pressione di non scontentare il principe, avevano deciso di sottacere. Al centro di tutto c’è l’ambizione di bin Salman di non compromettere il suo progetto, da cui sono derivate una serie di decisioni che hanno trascurato gli aspetti economici e pratici del piano, approvando scelte che si sono rivelate insostenibili.
La costruzione di Hidden Marina, un primo passo incerto
Al momento, si sta costruendo una piccola sezione di The Line, chiamata Hidden Marina, con l’obiettivo di realizzare una città autosufficiente per circa 200.000 persone. Ma questa è solo una parte di un piano molto più ampio. Il progetto originale, infatti, prevedeva una “muraglia” di 170 chilometri che avrebbe dovuto ospitare milioni di persone entro il 2045. Una vera e propria rivoluzione urbanistica, destinata a diventare un simbolo del futuro, ma che sembra ormai fuori dalla portata delle attuali risorse e capacità.
Difficoltà economiche e logistiche
Nel corso degli anni i costi di costruzione sono lievitati, con stime che ora parlano di cifre astronomiche. I primi segmenti sarebbero dovuti essere pronti molto prima, ma le difficoltà logistiche e l’incapacità di attrarre investitori esterni hanno messo a dura prova l’intero progetto. Senza contare che la parte più spettacolare, quella legata alle strutture futuristiche, come i grattacieli sospesi o i parchi a 300 metri di altezza, resta per ora solo sulla carta, spesso definita come “fantascientifica” anche dai più ottimisti. Il piano originario di NEOM includeva anche progetti collaterali, come una stazione sciistica e un’isola di lusso. Sebbene alcune opere siano state avviate, anche queste hanno subito ritardi e problemi di gestione. L’isola turistica di Sindalah, per esempio, ha visto triplicare i costi e non è ancora operativa, con numerosi ritardi e difficoltà tecniche che impediscono di realizzare quanto promesso.
Il futuro del progetto
Alla fine, il destino di The Line potrebbe dipendere dalla capacità dell’Arabia Saudita di rivedere e adattare il progetto alla realtà. Se, da un lato, l’ambizione di Mohammed bin Salman è ancora forte, dall’altro l’impresa potrebbe rivelarsi più complessa di quanto inizialmente immaginato. Il sogno di NEOM rischia di diventare un monito su come le visioni grandiose possano, talvolta, infrangersi di fronte a difficoltà economiche, logistiche e pratiche che non possono essere ignorate.